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A buon intenditore poche parole
June 17

La Volpe

In quel momento apparve la volpe.

"Buon giorno", disse la volpe.

"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.

"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."

"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"

"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".

"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"

" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"

" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.

" Che cosa vuol dire addomesticare?"

" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"

"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"

" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"

" Creare dei legami?"

" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."

" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"

"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"

"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.

La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"

" Sì"

" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"

" No"

" Questo mi interessa! E delle galline?"

" No"

" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.

" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".

" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"

" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.

" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."

Il piccolo principe ritornò l'indomani.

" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".

" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.

" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".

Così il piccolo principe addomesticò la volpe.

E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".

" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"

" E' vero", disse la volpe.

" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.

" E' certo", disse la volpe.

" Ma allora che ci guadagni?"

" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".
soggiunse:
" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".

Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.

"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".

" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.

" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".

"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.

" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"

" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo
.
June 26

Nuova rubrica

Ebbene si! Ho intenzione di aprire una nuova rubrica chiamata "L'angolo del saggio" dove vi stupirò di tanto in tanto con qualche frase ad effetto pirotecnico-pedagogico-subliminal-letterario. Non so se avete capito il senso, beh neanche io e questo è l'importante.

Comunque dopo un sondaggio* condotto su un campione di 100.000 donne italiane, 80.000 uomini e 14.000 gay, il 66,3% periodico degli italiani ha votato come frase ad effetto pirotecnico-pedagogico-subliminal-letterario preferita

Quando l'albero sta' a terra... tutti a fa' la legna!

*Fonte: Candida

Home sweet home

E' tempo di casa... credo sia giunto il momento. Purtroppo non ho un euro, non ho una casa, non ho dei genitori che mi lasceranno una casa, non erediterò una casa da uno zio o da un lontano parente senza figli, non avrò alcuna cazzo di agevolazione. E quindi dovrò vedermela da solo... come al solito d'altronde. Già come dice Padoa-Schioppa (magari schioppasse davvero) sono un tipico bamboccione! Ma pur di non dargliela vinta, ho deciso di fare il grande passo!

Vabbè pazienza, poco importa, tanto cosa volete che siano 30 anni a 850,00 € al mese... su uno stipendio di 1.100,00 arrangiamenti esclusi? Je la posso fa... si si!

Sono molto soddisfatto degli strozzini mascherati da Banche, che ti prestano i soldi e poi vogliono giustamente gli interessi, ma che interessi! Pensate dunque di dover prendere un mutuo da 150.000,00 €, e provate  a moltiplicare la rata per 30 anni (per voi iNioranti, vi risparmio i calcoli: 850 € per 360 mesi = 306.000,00 €) quindi praticamente il 104% di interessi!!! Ma che signori!!! Se li chiedevo a Totò Riina mi avrebbe fatto pagare sicuramente di meno! E sto parlando di cifre approssimative, potrebbe venire un po' di più (sicuramente non un po' di meno).

Inoltre poi bisogna pagare il notaio, la provvigione all'agenzia (mi dicono che solitamente è il 3% o 4%), e dopo esserci indebitati per il resto della vita non siamo in grado di entrare in casa "nostra" (si fa per dire) perchè non solo non abbiamo più un soldo, ma ci siamo anche indebitati per i prossimi 30 anni!

Voi direte: e come fanno a darti un mutuo del genere avendo quello stipendio così basso? In effetti è vero. Ho fatto una simulazione con un programmino trovato sulla rete dove imposti il budget di partenza (e purtroppo lo zero non è valido, quindi io ho messo 10 euro che da qualche parte dovrei rimediarli!) poi metti il valore della tua busta paga, gli anni in cui intendi restituire la cifra (supponiamo 30) e lui ti dice il valore della casa che puoi permetterti.

Ecco il mio calcolo:

Fondi già disponibili per l'acquisto
10  euro   
+
Importo mutuo ottenibile
32  euro   
+
Costi di transazione per l'acquisto e il mutuo
2  euro   
-
Valore massimo della casa da acquistare
40  euro   
=

Ed è stato proprio grazie a questo calcolo che ho deciso! Finalmente sapevo il valore massimo della mia futura casa!!!

E allora scusate la presunzione, ma fate come me!!! Fate anche voi il vostro calcolo e partite subito alla ricerca del vostro immobile!

Conoscendo già la cifra che si potrà investire, vi assicuro che la ricerca sarà molto ma molto molto molto molto molto più facile!!! Parola di Roberto Carlino!


September 13

Dicono di lei

Altro intervento per la rubrica "C'est la vie". Ho voluto selezionare alcune delle frasi che mi sono piaciute di più, non bisogna rifletterci sopra, solo prenderle per buone.
 
Per ogni problema complesso, c'è sempre una soluzione semplice. Che è sbagliata.
George Bernard Shaw
 
La vita è quello che ti capita mentre stai facendo altri progetti.
John Lennon
 
Si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio, e io vivo nel terrore di non essere frainteso.
Oscar Wilde 
 
Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie.
Albert Einstein
 
La prova che nell'universo esistono altre forme di vita intelligente è che non ci hanno ancora contattato.
Bill Watterson
 
Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto.
Woody Allen 
 
Naturalmente nella vita ci sono un mucchio di cose più importanti del denaro: ma costano un mucchio di soldi!
Groucho Marx  

Questione di "scintilla"

Scintìlla: scintìlla

s. f.

favilla rapida e viva che scaturisce da un forte attrito o si stacca da un corpo incandescente o da una sostanza in combustione
fig. fam.: fare scintille, compiere cose mirabolanti, offrire un rendimento entusiasmante

in elettricità, scarica che scocca tra due conduttori di diverso potenziale attraverso un dielettrico o l'aria ionizzata; tale scarica è accompagnata da effetti luminosi e termici

fig. luminosità mobile e viva, barbaglio

fig. illuminazione improvvisa delle facoltà intellettuali o creative

fig. principio determinante, causa iniziale
 
Ma vi rendete conto della sua importanza? Una cosa così piccola intorno alla quale gira l'essenza della vita. E' in grado di accendere passioni, amore, follia. Se non scatta più... come si fa?

C'est la vie

"Sarò ermetico: M'illumino d'immenso."
 
No, oggi no... voglio scrivere qualcosa - pensa - e si mette davanti al pc. Apre il suo blog, inizia a buttare giù alcune righe, sperando che, parola dopo parola, riesca a trovare un'argomento intelligente da affrontare. Tutto inutile, beve un caffè, si accende una sigaretta. Il fumo arriva fino ai polmoni regalandogli quel senso di "pienezza"... si sente fiero di sè stesso. Finalmente ha capito cosa vuole dalla vita. Pur essendo così giovane, ha già affrontato diverse situazioni, che l'hanno fatto crescere più del dovuto per un ragazzo della sua età. Si ritiene fortunato. La vita ti mette sempre alla prova, giorno dopo giorno. In città come nella giungla. Si lotta per la sopravvivenza, ed il più forte vince. Il pesce grosso che mangia il pesce piccolo. E se lui è sopravvissuto fino ad oggi, vivrà ancora.
 
Quando tutto sembra perfetto, c'è sempre qualche impercettibile scossa che fa crollare i castelli di sabbia costruiti fino a quel momento. Ci ritroviamo in situazioni senza sapere neanche come siamo arrivati a quel punto. E' semplicemente accaduto. Pensiamo di essere artefici del nostro destino, invece siamo nulla dinnanzi alla potenza del fato. Vorremmo averne il controllo, così come vorremmo controllare gli eventi, le azioni e le reazioni e, nel peggiore dei casi, le persone. Invece non si può. In ogni momento la vita ci dimostra il contrario. Ci fa capire che per quanto impegno possiamo metterci, non siamo mai noi a comandare, non siamo mai noi a scegliere. A partire dall'inizio della nostra esistenza.
 
"Io esisto, ma non l'ho scelto."
 
Ma nella mente del ragazzo la domanda è un'altra, come un tarlo che avanza lentamente nel legno, allo stesso modo c'è un pensiero che altrettanto lentamente avanza nel suo cervello...
 
come cazzo si fa a costruire un castello più resistente?!?!
 
May 11

Hisashiburi...

...che in giapponese vuol dire "da quanto tempo!" Eh già sono mesi che non scrivevo qualcosa su questo blog... avrei molte cose da dire, ma non saprei neanche da dove iniziare. Forse dai motivi che mi hanno spinto a partire, ma in fondo non frega niente a nessuno. Quindi posso solo buttare giù qualche riga riguardo a quello che sto apprendendo qui, quello che vedo, quello che penso.
Ricordo un'intervista a Valentino Rossi dove gli chiedevano come fosse il Giappone, e lui rispose "E' il posto dove ti senti più lontano da casa". Mai sentito nulla di più vero. Raccontare non è sufficiente, potrei scrivere una DIVINA COMMEDIA su questo paese ma in pochissimi capirebbero il senso delle mie parole. Come potreste immaginare migliaia di persone che si muovono nel più assoluto silenzio? Come potreste immaginare un treno stracolmo di gente dove non vola una mosca? 8 milioni di persone circa, e sembra che nessuno conosca nessuno. Ognuno va per la propria strada, senza curarsi di ciò che gli accade intorno.
 
Siamo stati in Thailandia per una settimana, una meritata vacanza per rigenerarsi un minimo. Il primo impatto che ho avuto quando siamo arrivati, è stato curioso. La gente mi guardava negli occhi e mi sorrideva! Incredibile. Avevo dimenticato cosa si provasse. Incontrare un perfetto sconosciuto per strada, un cameriere in un ristorante, un barman dietro al suo bancone, e scambiarsi uno sguardo, un sorriso, e poi fare due chiacchere... Sono tornato il 5 maggio, e fino ad oggi ho provato a cercare uno sguardo che non ho ancora trovato. Qui la gente non si guarda negli occhi. Si inchina. Qui è impossibile comunicare con un perfetto sconosciuto. Non capisce la tua lingua.
 
In questo posto non c'è scambio di energie. Ognuno la tiene per sè, si usa solo per il lavoro. Per fortuna che io riesco ad ottenerla dal sorriso dei bambini con cui lavoro tutti i giorni. Sono soltanto loro che riescono a far sopravvivere un gaijin (straniero), con i loro sorrisi, la loro energia, la loro vitalità. Molte mattine mi sveglio ed inizio a ripetermi che non mi va, che non ne ho più voglia. Poi arrivo in classe. 30 bambini che ti corrono incontro, ti saltano addosso, ti trasmettono parte della loro felicità e della loro spensieratezza. Passa un'ora in men che non si dica, vado via, esco dalla classe, e sono felice. Almeno fino a che non rientro nel treno dove vedo gente chiusa in se stessa, nei loro videogiochi, nei loro "sonni" sui treni (e non solo), nei loro fumetti.
 
Questo è il Giappone, un attimo lo odi, un attimo dopo lo ami, per poi odiarlo di nuovo.
 
Ma come tutte le cose, c'è anche un'altra faccia della medaglia, quella positiva, quella che rende questo posto "particolare" e un po' speciale, che vi racconterò nella prossima "bloggata".
 
Ciaoooooooo belliiiiiiii
September 25

...e chi l'avrebbe detto...

...che dopo un mese e mezzo avrei trovato anche 'sto maledetto lavoro?! Eh già, insegno inglese ai bambini, anche se in realtà sono più loro che lo insegnano a me... Lavorare ti cambia completamente la visione delle cose. Ti senti integrato, utile a qualcuno, utile alla società. Paghi le tasse. Sei un cittadino come tanti altri, ed i tuoi servizi rendono felici qualcun'altro, oltre te.
Effetti contrastanti ci sono, più di una volta ti viene da chiederti "cosa diavolo ci faccio qui" ma è talmente diverso e affascinante come esperienza che ti passa subito. La cosa più strana, credetemi, è vedere giapponesi ovunque ti giri. Nella metro, soprattutto la mattina, è veramente una situazione strana, che non si può descrivere, ma solo vivere. Tempo addietro ho visto "Lost in translation", che parla di due occidentali che si incontrano a Tokyo, e devo dire che non avrei mai potuto capire il reale senso di quel film. Descrive delle sensazioni e dei particolari che sono impossibili da capire se non si è mai stati qui. Vedetelo, se potete, ed esaminatelo, credo che rappresenti un po' tutte le storie degli occidentali che si trovano in questo paese.
 
Il mio obiettivo principale, era quello di migliorare l'inglese. E sono già a buon punto. Rispetto a quando sono arrivato ho fatto dei passi da gigante, riesco a colloquiare con tutti, riesco ormai tranquillamente anche a fare telefonate e, credetemi, non è semplice come sembra. Se mi manca l'Italia? Si e no... più che il belPaese mi mancate voi che ogni tanto passate qui a leggere le mie stronzate, certo non sarebbe male se qualcuno ci venisse a trovare...
 
Ora più che mai non mi pento di aver scelto questa via... è stata tosta, e lo sarà ancora, ma si imparano molte cose e si vedono molte sfaccettature di un mondo che, solo in apparenza, sembra così diverso. La tv ci fa vedere delle cose assurde, cessi ipertecnologici, cucine strafiche, televisori assurdi... ci sono sicuramente, ma non sono cose per tutti. La vita del giapponese medio è uno stress allucinante. Lavorano come dei pazzi, il tipico impiegato si fa almeno 10 ore al giorno.
Io sono fortunato. Il mio capo (anzi capa) si chiama Yoko, ha vissuto per 20 anni a New York e parla anche un po' di italiano. Adora l'Italia, e soprattutto Roma, non so quale sia la sua età, ma è veramente una tipa forte. Io praticamente lavoro per lei perchè mi ha rimediato un bel po' di lezioni: un'ora il lunedì, due il martedì e una venerdì, in diverse scuole. Il mercoledì lavoro invece proprio nella sua casa (attrezzata a dovere) più o meno dalle 11 alle 18, e dopo, solitamente tira fuori o una buona bottiglia di vino, oppure un paio di birre, qualche stuzzichino, e l'aperitivo è pronto. Ci è stata presentata dalla boss di Maura, Teiko, altra persona squisita, che non finisce mai di stupirci. Prima ha dato lavoro a Maura, poi ci ha offerto un'appartamento allo stesso prezzo di questa Gaijinhouse dove alloggiamo (anche se non abbiamo ancora deciso se muoverci o meno), poi si è offerta di fare da Sponsor per entrambi, poi mi sta rimediando qualche lavoro anche a me... ci ha fatto mille favori... quando lo racconto a mia madre, mi chiede sempre, "Ma cosa vuole in cambio?". E' questo il bello, non vuole niente... un giorno gliel'abbiamo chiesto, "Ma perchè fai tutto questo?" e lei ha risposto "Perchè credo che se io oggi aiuto voi, mi ricorderete sempre, e domani potrete aiutare voi qualcun'altro, e, anche se può sembrare stupido, credo che così si possa avere un mondo migliore". Perla di saggezza!!!
 
Scusate la lunghezza... ma era da un po' che non scrivevo, e veramente avrei anche molte altre cose da dire... magari più in là... Novità ve le farò avere quando saprò qualcosa del visto, abbiamo fatto richiesta una settimana fa, in teoria entro un paio di settimane dovrebbero farci sapere... beh vi terrò aggiornati.
 
Baci a tutti e forza Roma (ehehe 4-0 a Parma dajeee regààààà!!!)
August 05

Three days in Tokyo

Eccoci qua dunque, dopo tre giorni provo a stilare il primo bilancio, e voglio dedicare questo messaggio a tutti coloro che non pensavano che ce l'avrei fatta, a chi mi ha detto "che ce' vai a fa", a chi mi ha detto "il Giappone fa schifo" e a chiunque altro si è permesso di parlare o di pensare e giudicare la MIA esperienza senza sapere nè come nè perché io ho preso una decisione del genere. E qui mi fermo!
Bene, per il resto posso dirvi che Tokyo è stupenda, e come qualsiasi altro posto del mondo, è da vedere, solo un piccolo difetto: troppi giapponesi. Fa impressione vederli tutti insieme, tutti in movimento, strade e metro piene di queste "teste" nipponiche. Particolare.
Tecnologia a mille, è vero, i prezzi non sono poi così convenienti per noi, ma almeno McDonald's e sigarette costano meno. Hanno un umorismo particolare, ma sono sempre sorridenti e gentili, anche troppo gentili. Ok, ora lascerò parlare più che altro le foto, che inserirò nell'apposita nuova sezione.

Baci nipponici a tutti
March 30

Tecniche di abbordaggio

Giuro questa è l'ultima! Ecco solo per voi un bel manuale su come abbordare una ragazza... Con queste frasi non potete fallire.
 

- Belle gambe... A che ora aprono?

- Lo sai, se fossi te, farei sesso con me.

- Scopami se sbaglio, ma il tuo nome non è Sonia?

- Credi nell'amore a prima vista o devo ritornare?

- Ti va una pizza e un po' di sesso? No? Non ti piace la pizza?

- Con lei che lecca il gelato: Lui - Posso dare una leccata? Lei -Nooooo!!! Lui - E al gelato...?

- Ciao, ti ho guardata un po' e ho preso in considerazione l'opportunità di provarci con te, poi però ho pensato che sarebbe stato più bello che ci avessi provato TU con me, sai tanto per cambiare. Bene, io sono disponibile quindi sai già che se ci provi con me non vai in bianco. A te la prima mossa.

- I tuoi vestiti starebbero bene sul pavimento accanto al mio letto.

- Ho un grosso affare tra le mani, ti interessa?

 

Fabrizio Landolfi

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AS Roma  
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Cristinawrote:
Ciao Fabretto!!! Ogni promessa è debito. Finalmente sono riuscita a visitare il tuo blog...BELLISSIMO!!!
Ma dove sono le foto delle nostre feste e del Beach Team?!? Eh no, eh...!?! Le aspettiamo, vedi di rimediare.
Ciao, Cristina
May 12
Blanchewrote:
hehe ,surprise! Sorry for I couldn't  enjoy your words. I know nothing about Italian.
Nov. 14
Ciao zietto sfuggente e impegnato carino il blog, ti aspetto nel mio ancora spoglio ma con qualche fotuccia Bye bye Rosa rossa
Oct. 26
ciao Zio!
è da un po che non ci si sente!
come te la passi? tutto ok?
passa a trovarmi qualche volta! 
besos!
Sept. 22